Ripetiamo tutti insieme: no ai pesticidi!

Nella primavera del 2021 mi sono lanciata in una piccola nuova avventura! Un laboratorio sulla sostenibilitá ed innovazione organizzato dall’UPNEC. Il corso mi era letteralmente apparso magicamente nella home di Instagram, che saggiamente suggerisce in base ai propri interessi e voilá…nel giro di niente, eccomi iscritta! Per ovvie ragioni, lezioni online, ma a me andava piú che bene essendo lontana piú di mille kilometri.

Ma con tutte le cose che giá fai, ti dovevi impegolare anche in questo?

Sí, e l’ho fatto volentieri! Esattamente come a te, mi piace scoprire e approfondire argomenti nuovi o per i quali nutro particolare interesse. E visto che si era presentata l’occasione, perché no? Tra l’altro, offrono tantissimi altri corsi molto interessanti, ti consiglio di darci un’occhiata.

Di che trattava esattamente?

Come da titolo, si parlava di ‘sostenibilitá’, tuttavia mi ha sorpreso perché era decisamente trattata da una prospettiva diversa dalla solita. Essendo l’insegnante un ingeniere, ha introdotto diversi concetti – ammetto ogni tanto anche un po’ complicati magari, considerando la mia bassa attitudine a scienza e numeri, ma molto molto interessanti. Non si é parlato solo di sostenibilitá, circular e sharing economy, ma anche di innovazione. E come innovarsi se non partendo dalla soluzione di alcuni problemi? Magari che ci stanno particolarmente a cuore?

Del tipo?

É stato un corso con una parte anche pratica sai? Difatti, l’insegnante ci ha dato per compito di pensare a un problema in particolare e provare ad analizzarlo utilizzando uno dei metodi che ci aveva delineato. Poi durante la lezione ognuno presentava il proprio schema e se ne parlava, magari aggiustandolo insieme (devo dire che per me é stata anche una bella occasione di socialitá in pieno lockdown). E – arriviamo al punto – quale sará stato mai il problema che ho voluto sottoporre? Beh, la scomparsa delle api, in particolare per l’utilizzo a sproposito die pesticidi!

Moría delle api e pesticidi…ammazza proprio una cosina leggera!

Eh sí, ma ero davvero curiosa di vedere cosa ne sarebbe saltato fuori! Qui di seguito lo schema che avevo seguito io nello specifico e che potresti provare anche tu ad utilizzare:

  • problem finding: e troviamolo questo problema! Se non lo trovi, da dove vuoi partire poi?? ecco, nel mio caso l’avevo trovato subito senza troppi problemi… e anche una bella gatta da pelare!
  • Problem shaping (o framing): ovvero l’inquadramento e la formulazione del problema: una volta trovato bisogna analizzarlo. Molto utili in questo caso le famose 5W (cosa, chi, dove, quando, perché). É importante che ti chieda anche: quali sono le cause, le circostanze e le conseguenze?
  • Problem solving: ovvero, la risoluzione del problema. Sicuramente, il passo precedente in cui si analizza bene la questione é fondamentale per la sua risoluzione, magari anche solo parziale, ma si sa: da qualche parte bisogna pur iniziare.

La scomparsa delle api a causa dei pesticidi

Perché? Perché sempre meno api? Le cause sono molteplici purtroppo: tra queste la diffusione di malattie come la varroa, ma anche -forse meno scontata- la diffusione di specie aliene predatrici delle api (come il gruccione, suggeriva un’altra studentessa). Personalmente ho sottolineato tra i vari fattori l’utilizzo dei pesticidi, i quali danneggiano l’ambiente naturale ed uccidono gli impollinatori. Riflettendoci insieme abbiamo delineato due soluzioni fattibili e nemmeno cosí impossibili, basta un po’ di volontá. In primis, si puó aumentare la superficie coltivata con metodo biologico.

Il metodo biologico nella lotta all’uso dei pesticidi

stop ai pesticidi contro la moría delle api
Apine del nostro apiario

Neanche a farlo apposta, una signora che seguiva il corso aveva proprio un’azienda agricola biologica! La signora, essendo del settore, ci ha potuto elencare una serie di svantaggi o comunque di difficoltá che l’agricoltore biologico deve ancora sopportare e che probabilmente bloccano la sua diffusione e fruibilitá. Il metodo biologico é molto molto figo, vero, ma ha anche un sacco di costi e oneri: molti compiti e competenze specifiche, per sua natura una forte incidenza della manodopera, sembra ancora un settore ancora un po’ acerbo, nel quale si investe poco e si esige tanto. Inoltre, purtroppo la domanda da parte dei consumatori é ancora piuttosto bassa. Si tratta quindi di un prodotto quasi di nicchia che in tutto ció deve vedersela anche con la concorrenza sleale dell’agricoltura industriale. Quando fai degli acquisti leggi bene da dove viene il prodotto, interessati anche alla sua qualitá e non farti abbagliare dal prezzo basso. Nel tuo piccolo potresti aiutare un agricoltore biologico. Opta per frutta e verdura a km 0 e di stagione, rifornisciti da chi sai che utilizza metodi naturali per curare il proprio campo. Anche se non te ne renderai conto direttamente, stai dando il tuo contributo nell’aiutare gli impollinatori.

E altri modi per lottare contro l’uso dei pesticidi?

Abbiamo individuato anche eventuali soluzioni da parte della comunitá. Cioé? La municipalitá potrebbe optare per un arredo urbano con alberi e piante mellifere, ad esempio. Potrebbe anche indire delle campagne di sensibilizzazione nei confronti di questo argomento. Sarebbe bello stimolare l’interesse verso questo mondo, coinvolgendo e fornendo attivamente strumenti di comprensione del problema. Un’idea carina ed originale potrebbe essere la distribuzione di semi per piante bee-friendly o percorsi vita con pannelli educativi a tema.


Ci sono veramente cosí tante cose che possiamo fare per gli impollinatori, si tratta solo di applicarsi. Tra l’altro, pensaci un attimo, l’uso di pesticidi potrá anche avere un effetto a breve termine positivo per l’agricoltore in sé con un certo aumento della resa, ma a lungo termine impoverisce il terreno, distrugge l’ecosistema e annienta la stessa produzione. Che senso ha, soprattutto considerando che ci sono tantissimi altri metodi naturali e non cosí aggressivi? Che ne pensi? Tu che fai nel tuo piccolo per la lotta contro i pesticidi?

Raccontaci con un commento qui sotto 🙂

Un abbraccio,

i Gaeblini

215 commenti su “Ripetiamo tutti insieme: no ai pesticidi!”

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