6 cose che non possono mancare sulle etichette del miele

Cri, stai veramente scrivendo un articolo sulle etichette del miele? C’era proprio tutta sta necessitá? Beh sí, e ti diró di piú: ho anche un po’ di cose da dire al riguardo! Lo sapevi che le etichette hanno delle vere e proprie indicazioni obbligatorie? Esistono delle regole per gli alimenti in generale, ma cui ci soffermiamo sulla nostra materia, il miele. Ci sono delle diciture che se non specificate, il produttore é fuori legge. Ci sono delle normative nazionali ed europee che regolano tutto ció. So che vuoi essere un consumatore consapevole e queste cose le vuoi sapere…continua a leggere, poi facci caso la prossima volta che compri un vasetto di miele 🙂

É obbligatorio mettere delle etichette?

Partiamo con lo specificare che quando si tratta di autoconsumo non sono obbligatorie. Se ho poche arnie e invasetto del miele giusto per la mia famiglia, qualche parente e amico non c’é bisogno di etichettarle con tutte le specifiche del caso. MA – c’é sempre un ma – se lo inizi a vendere sul serio, allora sí! Ci deve essere un’etichetta – qualsiasi formato va bene – ma ci deve essere, e soprattutto deve riportare delle informazioni. Alcune sono obbligatorie, altre sono facoltative.

Alcune regole generali sulle etichette del miele

Un’etichetta fatta bene, nel rispetto del proprio lavoro, del consumatore e del prodotto deve seguire assolutamente dei criteri. Come delucidato dalla dott.ssa Lucia Piana in uno dei suoi webinar sul miele, ció che menziona deve essere prima di tutto:

  • vero: se ci scrivo qualcosa, questa deve essere vera. Punto e stop.
  • non ambiguo: se si scrive Miele di alta montagna non va bene perché troppo vago. O si menziona una cittá, un fiume, un monte in particolare o nulla.
  • verificabile
  • non una caratteristica comune a tutti i prodotti analoghi (per intenderci, non possiamo scrivere Miele delle api – oltre al fatto che non ha molto senso)

Quali sono gli elementi obbligatori delle etichette del miele?

Andiamo al punto 🙂 Eccoti qui i must di tutte le etichette del miele:

  • Il paese d’orgine, ovvero dove é stato raccolto: puó essere sotto forma di Nome del paese (Italia) o di aggettivo (Italiano)
  • La parola miele: ci deve essere il nome del prodotto, quindi il miele. Tuttavia, se viene aggiunto un qualsiasi elemento come delle mandorle e, ad esempio, sulle etichette si scrive Miele alle mandorle non va bene. Perché? Perché con l’aggiunta di un qualsiasi ingrediente non é piú miele
  • Peso netto
  • Scadenza o sarebbe piú corretto dire Termine minimo di conservazione: quest’ultimo differisce dalla scadenza, poiché fornisce un dato indicativo sulla data entro la quale sarebbe meglio consumarlo, perché se conservato con le giuste condizioni fino a quella data ha sicuramente ancora le sue proprietá – aromatiche e non – intatte. Ricordati, il miele non scade!
  • Nome o ragione sociale e sede di chi lo distribuisce (che puó essere diverso da chi lo produce, mentre lo stabilimento di produzione non é richiesto necessariamente)
  • Il lotto: si tratta di un codice alfanumerico scelto dal produttore per poterlo tracciare, tuttavia se ad ogni lotto si cambia il termine minimo di conservazione, non c´é bisogno di mettere il numero del lotto
le nostre etichette del miele
Noi tracciamo il nostro miele grazie al diverso TMC

E tra le informazioni facoltative?

Tra i dettagli facoltativi delle etichette del miele, per esempio, c’é la sua origine. Pertanto non si deve menzionare a tutti i costi una particolare origine territoriale (come miele della valle dell’Elba) o altre denominazioni come apicoltura biologica, DOP o IGP. Non é nemmeno obbligatorio specificare se si tratta di un miele millefiori o uniflora. Tra l’altro magari ti starai chiedendo: ma quando compro il miele d’acacia come fa l’apicoltore a sapere che é proprio quello d’acacia?

Come si produce un miele uniflora?

Gli apicoltori apporranno i melari in una zona con tante acacie (o sarebbe piú corretto parlare di robinia) nel periodo di fioritura di quest’ultima e toglieranno i melari una volta terminato. Le bottinatrici avranno fatto scorta di robinia a piú non posso. Certo é che ci sará sempre sicuramente anche dell’altro. A quel punto servirebbe un’analisi in laboratorio in modo da analizzare le caratteristiche organolettiche, fisiche, chimiche e microscopiche del miele.

In alternativa, per andare sul sicuro, si puó scrivere semplicemente miele millefiori, anche perché non ha limiti compositivi. Ma sulle etichette del miele é importante non scrivere Millefiori con prevalenza di acacia, ad esempio. É ingannevole e si rischia la multa. O é stato verificato in laboratorio o meglio non specificare.

Un’altra informazione utile, soprattutto quando si parla di millefiori? Per dare indirettamente un’idea generale di che millefiori si tratta, é specificare raccolto estivo o raccolto primaverile.


Ora facciamo un esercizio – prendi un vasetto di miele e facci sapere: tutti gli elementi obbligatori sono menzionati? C’é qualcosa in piú che viene specificato? In tal caso, cosa?

Attendiamo una tua risposta… settimana prossima ti racconteremo la storia delle nostre etichette 🙂

Un abbraccio,

i Gäblini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *