acchiappando lo sciame

Sintomi da febbre sciamatoria: come prevenire la sciamatura?

Eccoci alla terza puntata sulla sciamatura, ti sta appassionando? Scommetto che piú leggi al riguardo piú aumentano le domande, vero? Abbiamo visto come si manifesta e da cosa viene causata. Ma ad esempio quando si trova uno sciame, come si fa a riacchiapparlo? E poi come prevenire la sciamatura? Ci sará eventualmente un modo? Si possono magari individuare dei sintomi che fanno drizzare le antennine all’apicoltore? Prosegui con noi questo percorso nel mondo dell’apicoltura e vedrai!

Sciamatura: un bene o un male?

Un giorno mi sono chiesta, ma se le api sciamano é una cosa bella o una cosa brutta? É il loro modo di riprodursi, é un qualcosa di estremamente naturale…allora perché nonno Heinz continua a ripetere ‘Scheiße‘? (piú o meno é stato questo il percorso mentale).

Quindi alla domanda se sia un bene o un male, potremmo rispondere che é una via di mezzo. Piú nello specifico, é un bene perché fa parte della natura delle api. In fin dei conti, é il modo in cui il superorganismo si riproduce. Inoltre, come abbiamo visto nella maggior parte dei casi avviene quando una famiglia é forte e iper attiva. Al contrario, se avviene in risposta a malattie o condizioni circostanti non ottimali, é comunque una reazione delle apine per tutelarsi.

Ma allora che c’é di male?

L’apicoltore ha tutto l’interesse nel capire come prevenire una sciamatura, perché come abbiamo accennato qui Perché le api sciamano? Chiedo per un’amica… – Gaeblini, quando le api decidono di sciamare, prendono baracca e burattini e scappano via con metá della famiglia e abbondanti scorte di miele. Inoltre, noi abbiamo la fortuna di vivere affacciati sul nostro apiario, quindi la maggior parte delle volte riusciamo a intervenire sulla sciamatura in corso. Tuttavia, se non si vive nei pressi del proprio apiario, é probabile che non si ritrovi piú lo sciame che ha lasciato la famiglia d’origine e cosí da una famiglia super forte e produttiva di partenza, si rischia di trovarsi con tutto da rifare: una famiglia che deve rinforzarsi da capo e che ne deve bottinare ancora di nettare. In aggiunta, anche nel momento in cui si sa dove si é stabilizzato lo sciame, non sempre é cosí semplice recuperarlo. Un apicoltore rischia di farsi veramente male per riacciuffarlo!

Ma poi appunto, cosa succede quando lo sciame si stabilizza? Come lo si recupera??

prevenire la sciamatura é possibile?
La nostra scatola cattura sciami

Una volta che le api si sono placate, come recuperarle? Migliaia di esserini piccini picció volanti…come faccio a fargli capire ‘torna nell’arnia, a cuccia!‘? Abbiamo giá menzionato qui Quale arnia scegliere e in base a cosa? – Gaeblini le scatole che compongono un’arnia (il nido e il melario), ma a dirla tutta nel mondo apistico esiste un’altra scatola: quella per catturare gli sciami. É fatta apposta per queste occasioni. Una scatola con manico, abbastanza pratica da portare in giro e non esageratamente grande. Se ad esempio lo sciame si é adagiato su dei rami di un albero, l’apicoltore posiziona la scatola cattura-sciami sotto e scuote con un gesto rapido e deciso il ramo. Tutto ció nella speranza che l’ape regina ci caschi dentro e che non si danneggi. Se l’ape regina é tra le fortunelle cadute nella scatola, tutte le api nel giro di poco la seguiranno a ruota libera. Se invece per sbaglio non si é fatto canestro e, per esempio, é caduta nel prato, alle api non gliene fregherá assolutamente nulla di entrare nella scatola e si rimetteranno alla ricerca di un nuovo riparo tutte insieme. Come puoi intuire, non é un’operazione affatto semplice, immaginati se si dovessero pazziare in una posizione difficilmente raggiungibile!

Se quindi nella migliore delle ipotesi, siamo riusciti a catturare lo sciame (hip hip urrá!), si puó decidere se rimetterlo nell’arnia di partenza (facendo attenzione a lasciare una sola regina dentro) o se usarlo come nucleo per una nuova arnia. Questo dipende dalla situazione delle famiglie, dalla disponibilitá di un’arnia vuota, dalla dimensione dello sciame e la sua provenienza, … Si deve valutare un po’ il tutto e da lí decidere come procedere.

Insomma, puó essere un bel grattacapo…mai pensato di prevenire la sciamatura?

Come dicevo qui La sciamatura: dimmi un po’, in cosa consiste? – Gaeblini, Basti voleva fare un controllo per vedere se le api avessero intenzione di sciamare (poi vabe ci hanno anticipato e nulla, il controllo é andato a farsi friggere). Peró sí, é possibile prevenire una sciamatura e un buon punto di partenza sono le ispezioni. Ci sono dei veri e propri segnali che ti possono far capire che il superorganismo sta prendendo quella direzione (o piú in gergo tecnico, sta andando in febbre sciamatoria). Ti ricordi quando avevamo parlato della prima ispezione dell’anno e della sua importanza? Se vuoi rinfrescarti la memoria, rieccoti l’articolo In cosa consiste la prima ispezione dell’anno? – Gaeblini. La prima ispezione é importantissima, ma anche tutte le altre successive non sono da meno. Proprio attraverso queste si possono notare i segnali della pre-sciamatura.

Come prevenire una sciamatura? Sintomi da febbre sciamatoria

Tra i segnali che ci fanno capire che il momento della sciamatura si avvicina sempre di piú:

  • Le celle da dove nasceranno fuchi (piú grosse e pienotte) sono nella parte superiore e laterale del favo, quando di solito sono nella parte inferiore
  • Costruzione di cupolini: i cupolini? Eh? É come vengono chiamate le future celle reali, ovvero dove vengono allevate le larve delle future api regine. Hanno una forma speciale, totalmente diversa da qualsiasi altra cella – per fortuna, cosí sono facilmente riconoscibili! I cupolini sono la primissima fase, significa che le apine stanno iniziando a pensare che far nascere una nuova ape regina e dividere la famiglia non sarebbe poi cosí male. Nel momento in cui si individuano dei cupolini, li puoi semplicemente tagliare con un coltellino e toglierli
  • allungamento dei famosi cupolini: pian piano diventano piú grandi e allungati, l’uovo viene deposto e da lí si inizia seriamente ad allevare l’ape regine, anche qui puoi togliere la futura cella reale ed eventualmente – se sei stata delicata e non hai danneggiato nulla – puoi allevare l’ape regina a se

Come prevenire una sciamatura ancora piú nel pratico?

Quindi, in soldoni, che fare? Le ispezioni con scellamenti (quindi togliendo eventuali cupolini) sono il primo step. Sicuramente peró quando si iniziano ad avere tante arnie diventa una soluzione poco pratica. Ci sono alternative? Fortunatamente sí! Si puó allargare verticalmente il nido! Cioé? Si possono trasferire dei telaini dal nido al melario, allargando cosí il nido. Questa é una buona soluzione per delle famiglie particolarmente forti e attive. Si prendono uno o due telaini con covata possibilmente opercolata (ovvero, quando le larve a breve nasceranno).

Perché non con covata fresca? Sarebbe preferibile evitare la covata fresca (quindi, le larve appena deposte), perché si corre il rischio che decidano di allevare un’ape regina da lí. E poi che ci fai con i telaini presi dal nido? Li si mette nel melario! Nel nido, al posto di quelli appena tolti, si aggiungono dei telaini nuovi con fogli cerei – avevamo approfondito la loro preparazione in questo articolo Il foglio cereo: chi é costui? perché usarlo? – Gaeblini. Dopo circa una decina di giorni si ispeziona di nuovo per capire a che punto é la situazione.

Cosa dovrebbe essere successo nel frattempo?

Nel frattempo quei telaini con covata messi nel melario, dovrebbero aver sfarfallato, ovvero le pupe sono nate. Quegli stessi telaini ormai ´sfarfallati´ verranno utilizzati dalle apine per immagazinare il miele. Dopottutto siamo nel melario, no? Mentre per quanto riguarda il nido, l’ape regina ha avuto modo di continuare a deporre uova con l’aggiunta dei telaini nuovi di zecca senza problemi di spazio. Con questo metodo si é dato ulteriore spazio per covata al superorganismo, senza togliere nuove bottinatrici che nel frattempo sono nate e che si daranno da fare per riempire le cellette con il miele. E tutti vissero felici e contenti!


In conclusione, la sciamatura é un qualcosa di naturale che puó diventare una bella menata per l’apicoltore. Tuttavia, come mi dice sempre Basti, c’é sempre una soluzione. Certo le sciamature possono succedere comunque, ma quanto spiegato qui sopra rimane un buon metodo per tenere sotto controllo la situazioen. Cosa ne pensi? Ti vengono in mente altre possibili soluzioni da suggerirci? Siamo tutto orecchi 🙂

Un abbraccio,

i Gäblini

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